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IN OCCASIONE
DELLA SOLENNE CONSACRAZIONE DELLA CHIESA ARCIPRETALE DI GALLIO
(23-25 SETTEMBRE 1938)
tratto dal libro "Gallio 1915-18
- Dramma di un paese" edito dall'Amministrazione Comunale
di Gallio
Carissimi figli,
Esulta
l'animo mio in quest'ora nella quale la nostra Chiesa, per
le mani dell'Ecc. nostro Vescovo, riceve la solenne consacrazione.
Questo giorno segna per tutti voi un'altra pagina gloriosa
della vostra storia, pagina ricca di fede e di ardimenti,
d'umili sacrifici e di tenacia, di fervore e di concordia.
Quando terminata la grande guerra, dopo aver trascorsi molti
tristi ed amari giorni lunghi dalla vostra patria, ritornaste
e rimiraste, con occhi atterriti e molli di pianto, la vostra
bella chiesa devastata, bombardata, rasa al suolo, fu schianto
indicibile.
Per lo zelo dell'infaticabile Arciprete d'allora, D. Francesco
Caron, in breve essa risorse grandiosa e bella. Oggi però,
adorna di due nuovi imponenti ed artistici altari, abbellita
con semplicità e buon gusto nel suo interno, diviene
ancor più venerata e cara al cuore di tutti i Galliesi.
Oh! vi sia sempre caro questo tempio, che è casa di
Dio e casa vostra. L'umanità ha sempre sentito il bisogno
di raccogliersi negli edifici sacri per elevarsi a Dio sulle
ali della preghiera. In un mondo purtroppo diventato regno
di satana e del peccato, si sente più intenso il bisogno
del tempio di Dio; in mezzo alla notte dell'errore e tra le
molteplici aberrazioni presenti, si prova il bisogno di un'ora
di luce serena che piove dal cielo; nell'odio manifesto che
agita e divide i popoli, si fa più viva l'aspirazione
verso quest'oasi di pace, che è il tempio cristiano,
dove gli uomini si ritrovano fratelli; tra le lotte e le tempeste
della vita, ci è caro il rifugio della Chiesa, isola
di conforto e di salvezza; nel ritmo accelerato ed angoscioso
di una vita sollecitata solo dei beni terreni, cerchiamo l'ombra
riposante del tempio, dove l'anima che voi avete saputo edificare
ed abbellire, sotto l'alito fecondatore di Dio, devono pure
germogliare e risplendere maggiormente i templi spirituali
delle anime vostre ed il tempio costituito di pietre vive,
che è la vostra famiglia. Esplicate in questo lavoro
di edificazione spirituale lo stesso zelo, la stessa tenacia,
lo stesso fervore che usaste nell'edificare ed abbellire la
vostra Chiesa.
Perciò il vostro cuore sia un altare mondo, da cui
salga ogni giorno a Dio gradito un sacrificio di fede e di
amore, di generosa rassegnazione e di preghiera. Nel tempio
spirituale, che è l'anima di ciascuno di voi, ripetutamente
consacrato dai Santi Sacramenti, sia impressa l'immagine dei
Santi; vi arda notte e giorno la lampada vigile della fede
e dell'amore e vi risplenda la ricchezza delle opere buone.
Come nel tabernacolo santo, abiti nell'anima vostra Gesù
vivente ed operante: Christum Habitare per fidem in cordibus
vetris (Eph. III, 17).
Come l'anima, anche la vostra famiglia sia restaurata ed adornata
a somiglianza del tempio cristiano. Vi regni l'amore, che
è sacrificio, vi regni la pace, che è figlia
dell'amore e madre dell'ordine, vi regni sovrana la legge
di Dio.
Se conserverete sempre bello il tempio delle anime vostre,
se ogni famiglia sarà un tempio di eletti, allora amerete
sempre più la vostra Chiesa e meglio comprenderete
come essa sia veramente casa di Dio ed atrio del Cielo.
Sac. Marco Zen
Il vostro Arciprete
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